gimpressionante

Alcuni giorni fa e’ uscita una nuova versione del piu’ famoso e discusso photo-editing open source, già presente in ubuntu 7.10 e’ ora disponibile per tutti,
Tra le caratteristiche e novità principali vediamo:

  • Nuovo tema grafico per le icone
  • Pennelli scalabili
  • Possibilità di ridimensionare le selezioni esistenti
  • Un più potente strumento per estrarre gli oggetti in primo piano
  • Un nuovo tool per l’allineamento dei livelli d’immagine
  • Un più esteso supporto ai formati d’immagine
  • Miglioramento della modalità di editing delle immagini a tutto schermo
  • Il supporto ai profili colore
  • Tool per il ritaglio ancora più potente
  • Una funzione per la correzione della distorsione introdotta dagli obiettivi fotografici
  • Una nuova finestra di stampa

Per chi volesse maggiori informazioni, può consultare questo web-site: Clicca Qui!

riporto con un bel copia e incolla quello che scriveva ancra lo scorso marzo gimp-italia.org

Il Nuovo Gimp: interessante!

Gimp è l’acronimo di GNU Image Manipulation Program. Un programma Open Source per la manipolazione delle immagini. È distribuito con licenza GNU General Public License, il che significa che gli utenti hanno la possibilità di accedere al codice sorgente, di copiarlo e ridistribuirlo con o senza modifiche, sia gratuitamente che a pagamento. A breve è previsto un importante aggiornamento dell’applicativo, la versione 2.4 includerà alcune nuove caratteristiche ma anche miglioramenti di quelle esistenti. Per farsi un’idea sull’applicativo, prima del rialscio, è possibile scaricare la versione di sviluppo http://developer.gimp.org/

‘Nuovi strumenti’ La prima cosa che l’utente noterà nella versione 2.4 è l’aggiunta di tre nuovi strumenti alla tavolozza: lo strumento di Allineamento, lo strumento di Estrazione primo piano, e una nuova Selezione rettangolare semplice. Lo strumento di Allineamento permette di allineare i livelli dell’immagine verticalmente e orizzontalmente, un compito che prima doveva essere effettuato manualmente. Si può allineare un’immagine ad ogni estremità o centrarla, impostando separatamente l’allineamento verticale e orizzontale.

“Novità del Pannello degli Strumenti nella 2.4″ L’Estrazione primo piano è quasi una piccola meraviglia. Con esso si può estrarre un oggetto da un’immagine a prescindere da ciò che lo circonda. Esso usa l’algoritmo SIOX (Simple Interactive Object Extraction) sviluppato originariamente per essere usato nello strumento di apprendimento a distanza E-Chalk. Per prima cosa, si traccia semplicemente un contorno approssimato intorno all’oggetto che si vuole estrarre, poi si può scarabocchiare su porzioni rappresentative dell’oggetto in primo piano ed ecco che l’algoritmo magicamente trova il contorno dell’oggetto voluto. La Selezione rettangolare semplice contrassegna una porzione rettangolare dell’immagine, dopo di che i confini del rettangolo si possono spostare e ridimensionare a mano senza influire sull’immagine sottostante. È un po’ come avere una maschera dinamica che permette di lavorare su porzioni dell’immagine separatamente senza riselezionare. Questa nuova funzionalità è molto utile quando e’ necessario modificare più volte un ritaglio, con conseguente riscontro nell’anteprima. Creare immagini ritoccate di qualità diventa molto più facile. In aggiunta a questi nuovi strumenti molti altri strumenti esistenti sono stati notevolmente migliorati. Lo strumento aerografo, adesso, risponde alla pressione (con una tavoletta sensibile alla pressione) come un aerografo reale. Lo strumento ‘Clone’ può fare un timbro da tutti i livelli visibili invece che dal solo livello attivo. Ora si possono caricare e usare pennelli nativi di Photoshop con lo strumento ‘Pennello’. Gimp 2.4 ha anche nuove azioni nei menu. Sotto il menu ‘Visualizza’ ci sono le opzioni Aggancia bordi e Aggancia a tracciato attivo. Elimina il canale Alpha è una nuova voce sotto il menu ‘Trasparenza’ e un opzione Ricomponi è stata aggiunta al menu ‘Modalità’. Desaturazione può ora usare ciascun dei tre differenti modi per rimuovere il colore. Una innovazione non visibile all’utente è l’aggiunta di un nuovo metodo di interpolazione chiamato Lanczos per le operazioni di ridimensionamento. Questo metodo supera la vecchia Interpolazione cubica. Il Taglia/Incolla del SVG (Scalable Vector Graphics) ora funziona anche tra Gimp e altre applicazioni. Gimp 2.4 ha anche delle capacità complete di drag-and-drop per i dati, i livelli e i canali delle immagini. Per esempio, se si vuole fare una nuova immagine dal solo canale blue, si può trascinarlo dalla lista dei Canali al Pannello degli Strumenti”.

‘Riorganizzazione’ Gli sviluppatori hanno fatto in modo che Gimp fosse in grado di utilizzare le GNOME Human Interface Guidelines (HIG) e gli standard di Freedesktop.org, venendo incontro così alle esigenze degli utenti. In quest’ottica si sono effettuate le correzioni ad elementi quali l’uso delle maiuscole, dei caratteri internazionali e l’interfaccia utente. Il tasto Cancella, adesso, cancella la selezione corrente, una caratteristica impedita, nel passato, da un bug nelle GTK. L’ordine dei pulsanti per le finestre di dialogo e a comparsa ora è letto dalle preferenze di sistema dell’utente, aderendo agli standard sia di GNOME sia di KDE, a seconda di quale ambiente sia in esecuzione. Anche le unità di misura predefinite sono, ora, determinate dalle impostazioni locali dell’utente. La struttura a menù nella 2.4 è stata ripulita, infatti Le operazioni sui colori, per esempio, precedentemente relegate in un sottomenù sotto ‘Livelli’, hanno avuto un proprio menù di primo livello. I plugin e i filtri hanno subito anch’essi una revisione, tutti adesso supportano un’anteprima in tempo reale. Molti sono stati rinnominati per essere più chiari. Mentre la versione 2.2 aveva menù di primo livello separati per il motore di scripting Script-fu, per quello Python-Fu e un assortimento di filtri e azioni per filmati, chiamati Video, la versione 2.4 mette entrambi i plugin di scripting sotto il menù estensioni Xtns, e ingloba gli effetti video con gli altri filtri.

‘script-fu’ e ‘phyton-fu’ Proprio gli script-fu e i phyton-fu sono una caratteristica particolare di Gimp. Gli Script-Fu sono quelli che nella realtà Microsoft vengono chiamati “macro”, ma con più alte potenzialità. Gli Script-Fu sono basati su un linguaggio interpretato chiamato Scheme, e lavorano interrogando le funzioni nel database di GIMP. Gli script permettono con GIMP di eseguire qualsiasi operazione, anche se gli utenti di base li usano prevalentemente per automatizzare operazioni che si eseguono frequentemente, molto complesse e difficili da ricordare. Gli script già presenti nell’applicativo possono servire ottimamente anche come esempi per imparare a crearne di nuovi. Script-Fu non è il solo linguaggio di scripting disponibile per GIMP anche se è l’unico predefinito nell’installazione. Altre estensioni di scripting sono disponibili per il linguaggio Perl e Tcl. Le estensioni sono disponibili da scaricare e da installare sul sito del Registro dei Plugin di GIMP. Python-fu è diventato lo standard per l’interfaccia di scripting esterna di GIMP 2.x. Ciò significa che ora è possibile usare le funzioni di GIMP negli script Python o, viceversa, usare Python per scrivere plug-in GIMP. Python è relativamente facile da capire anche per un principiante, specialmente se confrontato con il linguaggio tipo Lisp Scheme, usato negli script-fu. I bindings Python sono potenziati da un insieme di classi per le è operazioni più comuni in maniera da evitare di dover consultare tutto il database procedurale di GIMP per eseguire alcune operazioni di base. Inoltre, Python ha integrato l’ambiente di sviluppo e una gigantesca libreria che funziona non solo su Linux ma anche su Microsoft Windows e Mac OS X. Sostanzialmente gli Script-fu hanno il problema di essere non intuitivi, difficili da usare e mancanti di un vero ambiente di sviluppo. Ma hanno anche dei vantaggi in confronto a Python-fu: gli Script-fu sono direttamente interpretati da GIMP e non richiedono nessuna installazione di software aggiuntivo. Python-fu richiede che si installi un pacchetto per il linguaggio Python.

‘Gestione colore’ La 2.4 è la prima versione di Gimp che supporta la gestione dei colori, una caratteristica chiaramente che mancava, fin ad ora, ai fotografi e ai disegnatori. Nella finestra delle preferenze si trova un nuovo pannello di Controllo, dove si può impostare il tipo di rendering e specificare lo spazio colore e i profili delle periferiche.

“Novità del Pannello degli Strumenti nella 2.4” Gimp è anche una delle prime applicazioni a supportare il nuovo profilo ICC nella specifica X, che associa i profili di colore ICC con la visualizzazione X a livello del server grafico (piuttosto che dell’applicazione) sebbene attualmente non offra alcun vantaggio rispetto allo scegliere manualmente il profilo di visualizzazione. La gestione del colore attualmente è ancora da migliorare. Per esempio, non si può trasformare un’immagine da uno spazio colore ad un altro all’interno del programma, ma è apprezzabile vedere che la gestione del colore finalmente fa la sua apparizione in Gimp.

‘Cosa rimane da migliorare…’ Come sempre nel software ci sono sempre spazi per il miglioramento. Il difetto fondamentale di Gimp, secondo i grafici professionisti, rimane la sua limitazione ai modi in scala di grigi e RGB; le immagini per la stampa hanno bisogno del CMYK e molti disegnatori fanno largo uso delle modalità Lab color e duotone. Segue quello riguardante la sua limitazione al colore a 8 bit, man mano che i prezzi degli scanner di alto livello e delle fotocamere digitali diminuiscono, sempre più persone hanno bisogno di lavorare con dati a 16 bit per canale. Risolvere queste problematiche sarà possibile solo riscrivendo una porzione signifiativa del core del programma. E per questo che gli sviluppatori di Gimp auspicano il porting di Gimp verso le librerie Generic Graphical (GEGL), procedura complessa, la cui gestione è stata rimandata ad una futura versione. Anche se a giudicare dai tempi (le GEGL sono state proposte per la prima volta 5 anni fa) si pensa, comprensibilmente, che il porting non si verificherà mai. A parte le rielaborazioni massicce del core, comunque, sarebbe auspicabile che alcuni pezzi del core di Gimp venissero migliorati. Per esempio un migliore supporto per i metadati delle immagini e tipi di file RAW addizionali per fotocamere digitali sarebbero utili ai professionisti. Molti utenti di Potoshop vorrebbero strumenti aggiuntivi come un pennello Cronologia o uno strumento Poligono. L’aggiunta di texture di superfici ed effetti naturali, sebbene non sia importante, darebbe certamente maggiori funzionalità. In sostanza vi sono molte più migliorie tra la versione 2.2 e la 2.4 di quante ve ne fossero tra la 2.2 e la precedente, certamente la lista delle cose che non si possono fare con Gimp diventa sempre più piccola ad ogni versione.

‘Conclusioni’ Fare un paragone tra Photoshop e Gimp è un’impresa ardua, ma sembra che sia necessario visto l’interesse ad affrontare questo argomento da parte di chiunque conosca i due programmi. Innanzitutto Gimp è nato qualche anno dopo la comparsa di Photoshop come Creative Suite dell’Adobe. Gimp di versione in versione ha fatto enormi passi in avanti per colmare le difficoltà riscontrate da chi è abituato ad utilizzare Photoshop. Il reale problema nel paragonare i due prodotti, al di là dei costi di acquisto, Gimp è un software gratuito, è nel decidere cosa realmente sia confrontabile. In altre parole: quanto e per cosa conviene utilizzare GIMP come sostituto di Photoshop (se ne state cercando uno) o come semplice programma di grafica? Gli impieghi di GIMP sono esattamente i medesimi: dal web al fotoritocco, all’animazione e alla pittura. Sicuramente GIMP è carente di alcune caratteristiche per un impiego tipografico per la stampa, ad esempio la possibilità di creare immagini in quadricromia (CMYK) di contro Photoshop non gestisce animazioni, alcuni formati file (come l’MNG ossia un PNG animato che molti browser stanno introducendo come standard), ed è carente di un sistema di scripting avanzato (quindi non limitato dal puro e semplice batch processing o macro scripting): tenendo presente questo, con GIMP tutto quello che si può fare, lo si può fare bene e professionalmente, se si vuole. L’impressione è che GIMP può diventare sicuramente il software leader nel campo della grafica; in altre parole quello che è mancato a GIMP è il tempo per crescere e distaccarsi da inutili dubbi, quale potrebbe essere quello sollevato dalla mancanza di un livello di astrazione nella renderizzazione di oggetti dinamici (sia esso del puro testo o un livello) o dall’incompletezza del tool di testo con un sistema di formattazione serio. Per agevolare il passaggio da Photoshop a Gimp è possibile utilizzare ‘Pspi’, un plug-in che permette di utilizzare filtri di Photoshop. E’ disponibile sia per sistemi Linux, che per Windows. Da una ricerca in Google si scoprirà la grande quantità di filtri disponibili sia in versione limitata, che “freeware”; anche se la maggior parte del materiale che si troverà non offrira molto di più di quanto già offra Gimp. Ci sono, tuttavia, delle eccezioni. Diversamente dai plug-in di Gimp che utilizza le GTK, quelli di Photoshop usano librerie proprietarie. Questo perchè i plug-in di Photoshop sono disponibili sia per Windows che per Macintosh.

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