centigradi

Ma quanta neve è caduta in questi giorni, non qui da noi, in pianura per fortuna, dove già solo pochi centimetri, mettono in crisi la nostra vana sicurezza di tirare l’auto fuori dal garage,
Figuriamoci una città in movimento.
Per fortuna allora che è solo acqua, che scende da un cielo grigio da diversi giorni ormai.
Ma appena le giornate torneranno terse e pungenti ecco che appariranno all’orizzonte le nostre piccole e belle montagne: il Baldo con il suo caratteristico e severo profilo, la dolce Lessinia, l’incavo di Cima Trappola, il movimentato e frastagliato gruppo del Carega, in parte nascosto dal Terrazzo, l’arroccato Sengio Alto, il massiccio del Pasubio, l’altopiano dei Sette Comuni e più in la quasi a chiudere questo magico semicerchio il Grappa.
Magico non perchè ricoperte dalla neve, ma perchè completamente trasfigurato se visto con gli occhi del bambino che forse c’è ancora in noi, l’autentica e preannunciata bufera che ha deposto anche più metri di neve, ha trasformando il paesaggio ma di più i nostri pensieri alla prossima imminente magia della Natività.
Ma forse abbiamo smesso di guardare l’orizzonte e sappiamo che tra pioggia e neve ci sono solo pochi centigradi di differenza.
Forse è per questo che non nevica quasi più sulle nostre città.
Che Dio abbia pietà di Noi.

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