maria, madre di dio

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Una mano che sorregge la schiena, l’altra che sfiora il ventre. È così che si presenta la scultura di Marco Danielon che vuole rappresentare La madre di Dio e accompagnare il cammino di Avvento. Questa innocua statuetta di bronzo, che mostra una Maria tutta nera, nuda, in uno dei gesti tipici della gravidanza, è oggetto di minacce e volgarità da parte di ignoti che da giorni inviano messaggi al blog della comunità degli Stimmatini di Sezano (Verona).

«È bello immaginare che Maria di ritorno dalla visita a Elisabetta abbia i tratti della Maria di Marco Danielon. Una mano che sostiene la schiena quasi a ricordare il peso della lunga attesa del popolo d’Israele che Elisabetta, a cui Maria volge oramai le spalle, le ha affidato. L’altra mano sorregge il ventre, che custodisce dentro di sé, ma non per sé, la possibilità del compimento futuro che le sta d’innanzi». Si legge sul sito a commento dell’opera.
Ma l’interpretazione data da alcuni visitatori non dev’essere stata la stessa. E la volgarità ha prevalso. Non hanno saputo andare oltre, vedere che quel «passo, animato dallo Spirito a cui Maria si affida con lo sguardo, danza la Parola che la riporta verso casa». Di quel corpo femminile alto quaranta centimetri hanno scorto solo la nudità, solo il ventre gravido, solo il colore nero, non la figura di Maria, donna e madre, «fondamentale come testimone e protagonista attiva di un progetto inatteso di vita».

Questo bell’articolo che riporto integralmente dal sito racconta con semplicità e normalità quello che succede in ogni famiglia, dove il “sacro” dell’attesa di una nuova vita si mescola con il “profano” del corpo.

L’opera dall’artista a mio parere è stupenda racconta di una Madre nostra e dell’umanità, non vedo nulla di male nell’opera come tale, non vedo provocazione, non vedo volgarità, non vedo violenza, ma probabilmente sono i miei sensi ad essere ottusi e non accorgermi di quello che molti hanno invece visto: il sacrilegio, la provocazione, il male , la bestemmia, l’adulterio nella casa di Dio.

Quello che invece mi ha colpito più di tutto, non è stata questa innocente statuetta che alla fine rimane sempre un simbolo, ma le molte critiche apparsi su vari siti e forum di area cattolica, fedeli che hanno usato parole dure arrivando addirittura a dannare i commissionatori dell’opera per la loro scelta di esporre in un luogo sacro l’immagine.
Abbiamo davanti a noi un Dio che si fa uomo, che va per le strade a contatto con gli ultimi, gli emarginati, i peccatori e i malvisti del suo tempo, rammonendo invece i seguaci osservatori della legge di dio rivista dagli uomini.
Mi chiedo cosa sia un luogo sacro, se sia più sacra una dismessa chiesa di periferia, rispetto ad un secello tra uliveti e cipressi sulle colline toscane, o se sia più sacro il corpo di una donna o il rumore di una famiglia mentre va in vacanza.

Vedere dei puristi della fede che alla prima tentazione perdono il senso della ragione al punto da arrivare a usare parole di violenza che poco si addice all’essere cristiano, un po’ mi spaventa, e mi chiedo se sia questa la chiesa ci comunione che Dio vuole, e un po’ mi domando se effettivamente Dio voglia davvero una Chiesa o voglia un po’ più di comunione e comprensione tra gli uomini di questa terra, non a caso furono i pastori i primi a ricevere la notizia della sua venuta, e un mendicante di nome Giovanni che gridava nel deserto a darne l’incipt.
Si sta facendo tanto fumo attorno all’immagine di questa statuetta, mentre non ci si accorge che si sta perdendo tempo di fronte ai veri problemi della società, che sono alla fine i piccoli problemi di  ogni piccola famiglia.
Una madonna col pancione, in attesa del Salvatore è un omaggio al dono della vita, alla famiglia a quel piccolo miracolo che la nostra società tiene sempre meno conto.

dal sito della Comunità si legge:
L’opera scultorea denominata “Maria, la Madre di Dio” , non è una statua mariana nel senso devozionale del termine, ma una scultura in bronzo, di altezza 40 cm, realizzata nel 2009 da Marco Danielon a seguito di un percorso accurato di ricerca antropologica e biblico-teologica.

La scultura è stata esposta nell’aula liturgica del Monastero di Sezano nel periodo liturgico dell’Avvento 2009, come segno di attesa, simbolo della vita e dell’amore di Dio, nell’ambito del percorso di ricerca biblica e di fede che la Comunità degli Stimmatini sta portando avanti da anni assieme a centinaia di fedeli laici e religiosi.

Maria, madre di Dio è opera scultorea di Marco Danielon

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